Il Risk Management

Il Risk management: La visione globale del rischio

Il rischio è definito dalla concomitanza di due elementi fondamentali:

  • Un interesse da salvaguardare ed
  • Un evento temuto, in grado di attentare alla integrità dell’interesse

Sebbene il RISCHIO sia un concetto legato alla probabilità di un accadimento ipotetico e futuro, l’unico elemento che gli dà un senso compiuto è un elemento certo e, in una certa misura, presente: l’esistenza di un interesse.

La natura dell’interesse dipende dal soggetto che ne è titolare e dal ruolo che costui ha nel contesto sociale. In generale essendo il Risk Management una disciplina che appartiene alla conduzione dell’Azienda, gli interessi che vengono presi in considerazione sono solo quelli che hanno una valenza economica.

Gli interessi aventi valenza economica per l’Azienda sono:

  • il patrimonio
  • il reddito d’impresa

(si può obiettare in merito al carattere certo e, soprattutto, presente del reddito d’impresa, ma si può affermare che la sua concretezza si basa sui dati consuntivi degli esercizi passati e sulla sua produzione in corso al momento dell’osservazione)

Secondo una vecchia concezione, la classificazione degli eventi dannosi veniva fatta in parallelo alle tipologie di polizze presenti sul mercato. Nel rispetto di un Risk Management evoluto, che prescinde dall’esistenza delle assicurazioni, ma che le colloca come possibile tassello nella sua strategia, diciamo che l’evento temuto, ossia il pregiudizio che caratterizza le due categorie di interessi economici aziendali, è:

  • per il patrimonio, una sua diminuzione incidente, ovvero che si produce al di fuori delle dinamiche del turn-over dei cespiti ammortizzabili.
  • Per il reddito d’impresa, una interruzione delle entrate oppure l’insorgenza di costi incidentali, al di fuori delle dinamiche del mercato, che alterino il risultato di conto economico

Il Risk Management si pone il duplice obiettivo di

  1. Mettere in atto, laddove possibile, i presidi opportuni atti a rendere questi pregiudizi minimi nella frequenza e nella entità con cui si manifestano ogni volta;
  2. Costituire gli strumenti atti a porre riparo al pregiudizio, dopo che si sia verificato, malgrado i presidi predisposti.

Per conseguire gli obiettivi di cui al punto 1, (comunemente noti come prevenzione e protezione) devono essere realizzati dei presidi fisici e/o tecnologici, secondo uno schema a baluardi successivi:

  1. La prima linea di difesa serve a tentare di evitare, per quanto possibile, che un evento suscettibile di causare pregiudizio si verifichi;
  2. La seconda linea è volta a tentare di far sì che l’interazione negativa dell’evento con gli interessi da salvaguardare sia quanto più e quanto meglio contenuta;
  3. La terza linea serve a tentare di minimizzare la vulnerabilità degli interessi rispetto all’evento in modo che ne risultino compromessi il meno possibile;

Per conseguire gli obiettivi di cui al punto 2, si utilizzano strumenti di natura finanziaria. E’ importante osservare che solo una parte minoritaria degli eventi dannosi possono essere prevenuti con i criteri descritti al punto 1, mentre la gestione finanziaria del rischio trova la sua applicazione in tutta la disciplina del RM.

 L’assicurazione (trasferimento del rischio) agisce su questo secondo livello, ma essa non copre tutti gli accadimenti che producono pregiudizio e quando lo fa, il ristoro erogato risulta sistematicamente inferiore al danno economico patito

Pertanto, l’Azienda deve costituire al proprio interno degli strumenti di autofinanziamento, atti a sanare i pregiudizi là dove l’azione dell’assicurazione non è efficace. In altri termini, per porre in atto quella che viene chiamata la Ritenzione del rischio.

E’ quanto mai opportuno che l’Azienda acceda al mercato assicurativo dopo essersi premunita su tutti i livelli precedenti nella scala di priorità procedurale, in modo di porsi nella posizione di gestire la ritenzione del rischio a misura delle proprie capacità finanziarie e patrimoniali, piuttosto che essere costretta a trovare al proprio interno le risorse per colmare quelle lacune risarcitorie che sono frutto della politica gestionale dell’Assicuratore.

 Ritenzione e trasferimento devono essere due componenti inscindibili nella gestione finanziaria del rischio, che deve affinare nel tempo la propria efficienza, acquisendo una progressiva consapevolezza, anche attraverso l’esperienza dei pregiudizi sofferti, analizzandoli in tutto il percorso dal loro accadimento alla loro soluzione e incamerando le informazioni acquisite in una banca dati statistica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...